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Dario Ravelli PDF Stampa E-mail

dario-ravelliDario Ravelli
Sound engineer   

Nato a Clusone nel 1959, a tredici anni si trasferisce a Bergamo dove intraprende i primi studi di pianoforte con la Maestra Margherita Bravi Mazzotti, protrattisi per otto anni. Nel 1977 inizia una propria attività di musicista, cantante e ricercatore nell’ambito della tradizione folk, del jazz e della musica acustica in generale, parallelamente alle prime esperienze in campo tecnico gestendo impianti di amplificazione sonora e registrazione per Gianluigi Trovesi, Luciano Ravasio e innumerevoli gruppi e manifestazioni di carattere locale.

La svolta definitiva a favore della carriera di fonico e produttore più che a quella di musicista avviene nel 1986, grazie ad un periodo di approfondimento professionale passato negli Stati Uniti a diretto contatto con alcune tra le più importanti realtà produttive del settore audio professionale.

Nasce così la Suonovivo , società di service audio e registrazione sonora fondata con Piero Belotti in quegli anni e tuttora operante a livello internazionale. Grazie agli oltre vent’anni di attività, il nome della Suonovivo è legato a numerosissime produzioni sia in ambito concertistico che in studio di registrazione. Tra le più significative collaborazioni legate all’attività dal vivo ricordiamo i tour con la cantante Alice e con il gruppo cileno Inti-Illimani; i festival internazionali in ambito jazz, folk e rock con artisti del calibro di Sarah Vaugan, McCoy Tyner, Peter Erskine, Youssou n’ Dour, Fairport Convention, Alan Stivell, Pentangle, Hevia, John Paul Jones, Malmsteen, The Wailers, The Committements; i lavori con artisti italiani come Tiziano Ferro, Elio e le Storie Tese, Irene Grandi, Giuliano Palma, ecc.      

In questi ultimi anni l’attività di Dario si è concentrata soprattutto sulla produzione discografica, registrando album con storiche band locali (Famiglia Rossi, Luf, Arpioni, Orobians) nazionali (Africa Unite, Davide Van de Sfroos, Michele Paulicelli) e internazionali (Skolvan, Third Ear Band, Inti Illimani, Kay Foster) che lo hanno visto spesso partecipe anche alla produzione artistica. Tra le esperienze più recenti citiamo la produzione dell’album d’esordio della rockband italo-inglese The Afterglow, registrato da Dario presso gli studi della Suonovivo e mixato a Londra da Steve Orchard (Travis, Coldplay, U2, Paul McCartney…) con l’assistenza di Dario stesso.

Da qualche tempo, alla luce dei molti anni di esperienza professionale, parallelamente al proprio lavoro Dario si è dedicato all’attività didattica in collaborazione con alcune scuole di musica, ed alla consulenza e produzione con alcuni dei numerosi musicisti dotati di un proprio piccolo ‘project studio’. Ciò evidenzia la filosofia di lavoro di Dario Ravelli, che possiamo riassumere in alcuni punti fondamentali. Innanzitutto la convinzione che il mondo della musica e quello della tecnologia abbiano moltissimi aspetti in comune, e la conoscenza reciproca sia l’unico modo per affrontare con consapevolezza e serenità il lavoro di squadra indispensabile per la buona riuscita di una produzione artistica. In secondo luogo il principio che non esistono lavori più o meno importanti, nemmeno a seconda del budget o della partecipazione di artisti più o meno blasonati; ogni produzione artistica, in quanto opera d’arte, necessita del massimo impegno e rispetto da parte di chi la produce. Saranno solo i destinatari e fruitori finali, ed in particolare il pubblico più attento, ad avere il diritto di stabilirne un valore. Non per nulla nell’attività professionale di Dario si alternano impegnative produzioni internazionali a semplici ‘promo’ di gruppi locali con il massimo della disponibilità ed entusiasmo.

Facendo il punto sulla sua carriera, a quarant’anni abbondantemente…’suonati’ e nel pieno della sua attività, Dario guarda al futuro con un’unica preoccupazione: che la professionalità acquisita con l’esperienza, sua e dei suoi colleghi ‘della vecchia guardia’, non vada persa come spesso succede nel mondo del lavoro quando l’avvento di una crisi economica e di tecnologie a basso costo mettono in discussione il valore di un mestiere che ha molto dell’artigianale, del ‘fatto su misura’. Oggi capita infatti troppo spesso, purtroppo soprattutto nelle produzioni nostrane, che il lavoro del sound engineer – e quindi la qualità del suono – venga messo in secondo piano rispetto alle esigenze di economicità e velocità del prodotto. Con il risultato che la differenza… si sente! Chi ha orecchie per intendere…